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Home Comunicati AVIB di Presidenza Ancora nubi sui nostri progetti
Ancora nubi sui nostri progetti PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 14 Marzo 2018 15:57

Carissimi, credo che in maggioranza siate al corrente degli spiacevoli accadimenti avvenuti a Castrocaro (FC), ne hanno parlato radio, TV e giornali amplificando un fatto che ha recato dolore ad una persona indifesa e gettato nella costernazione tutti quelli che sono vicini al nostro movimento, pertanto ritengo doveroso rendervi partecipi di alcune considerazioni personali.

La prima è che non dobbiamo dimenticare che al momento attuale nessuna condanna è stata pronunciata nei confronti degli arrestati, anche se gli indizi che hanno portato all'arresto sono forti.

Poi a chi dice che la ragazza è maggiorenne e quindi fuori dai progetti e conseguentemente dal raggio di interesse dell'Associazione rispondo che tutti noi continuiamo a seguire i ragazzi maggiorenni quando sono in Italia, spesso, per non dire sempre espletiamo anche le pratiche necessarie per invitarli: loro sono sempre i nostri bambini.

Relativamente alle accuse concernenti fatti avvenuti quando la ragazza era minorenne, a chi si chiede perché la stessa non si sia confidata con qualcuno, dico di valutare bene il contesto di provenienza e la soggiacenza che si ha nei confronti di una famiglia che ti ha accolta e che per la prima volta ti ha dato la sensazione essere qualcuno e non qualcosa.

Dopo questa premessa non intendo puntare il dito contro nessuno, anche nelle Associazioni che seguono protocolli accurati può sempre accadere "la disgrazia", l'importante è avere gli strumenti per intervenire in tempo. E quali sono questi strumenti? Una selezione accurata delle famiglie, una preparazione accurata delle famiglie avvalendosi del parere di esperti del settore (il Ministero nell'allegato 2 chiede conto di ciò) e il coraggio di dire di no alla partecipazione al progetto di accoglienza a chi non sia ritenuto idoneo dagli esperti: è vero che non trattasi di adozione, ma trattasi sempre di minori.

Poi c'è la sorveglianza; chiediamoci perché è così importante che gli accompagnatori vedano regolarmente i bambini, che li visitino nel loro luogo di residenza, che i bambini frequentino gli altri bambini del gruppo nell'ambito di un calendario di attività ludiche, che il presidente sia presente coi bambini ogni volta che può: ovviamente perché è l'unica possibilità che abbiamo di avvertire sul nascere il disagio di un bambino (e a volte non basta neppure tutta questa attenzione). E' più comodo per le famiglie non avere l'accompagnatrice "tra i piedi", è più comodo per le accompagnatrici fare una vacanza in luogo di lavorare cinque giorni su sette, è comodo per il presidente non avere contestazioni o minacce di cambi di associazione, ma noi NON siamo per la vita comoda, noi ospitiamo bambini, ospitiamo il futuro del mondo e dobbiamo cercare di non fare danni (anche se poi ripeto a volte non bastano le precauzioni che prendiamo).

Vari giornali e Rai 3 mi hanno chiesto, in qualità di presidente AVIB, una mia riflessione su quanto accaduto, confesso che non è stato facile mantenere l'equilibrio tra la voglia di condannare i responsabili e la voglia invece di inviare un segnale positivo sulle accoglienze, ho scelto la seconda strada e spero di aver lasciato passare questo messaggio nel rispondere alle domande. Per una vostra valutazione, che spero non sia un giudizio sulla mia persona, allego le interviste trasmesse su Rai 3, sono simili ma non uguali, abbiate la pazienza di ascoltarmi.

Vi ringrazio per l'attenzione a questo lungo scritto e sono certa che tutte le associazioni aderenti all'AVIB si comportano nel modo più corretto per tutelare la salute fisica e psichica dei bambini a loro affidati, e per questo VI RINGRAZIO.

Arena Ricchi

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