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Home Comunicati AVIB di Presidenza 29° anniversario
29° anniversario PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 30 Aprile 2015 15:12

1986 - 26 APRILE - 2015

Oggi ricorre il 29° anniversario del disastro nucleare di Chernobyl, data da cui è partita l'attività di volontariato di tutti noi verso la Bielorussia, e che ancora continua. La televisione trasmetterà i soliti servizi ingessati senza mai sentirsi in dovere di sentire chi veramente in questi anni ha lavorato per il miglioramento delle condizioni dei bielorussi che vivono tuttora nelle zone contaminate e che sempre ci vivranno, senza prendere atto dei cambiamenti che comunque sono intervenuti nella mentalità, nella cultura e nel modo di essere di quelle popolazioni: è sempre più appagante in termini di ascolto parlare dei morti, degli evacuati piuttosto che di quelli che rimangono e del loro vissuto.

A settembre manifestai il mio scoramento per quanto in Bielorussia, fuori dalle zone contaminate, il problema sia dimenticato o non conosciuto, è successo di nuovo: una sera in un ristorante di Gomel pieno di studenti, si è avvicinato a noi un ragazzo che frequenta un noto liceo della città, a cui non è parso vero esercitarsi nella lingua francese che sta studino a scuola, visto che noi ne abbiamo una certa proprietà. Ha iniziato col chiederci se eravamo turisti e che cosa ci piaceva di Gomel, gli abbiamo detto che cosa gli piaceva ma gli abbiamo spiegato che non eravamo turisti ma volontari che in diversi modi sostengono le popolazioni vittime del disastro nucleare di Chernobyl. Non ci ha capiti. Abbiamo parlato più lentamente ma eravamo sempre al punto di partenza, gli abbiamo chiesto se sapeva che cosa era Chernobyl (nome conosciuto in tutta Europa) e vi assicuro che ha detto di non capire, a quel punto inutile e complicato raccontare 10 anni di storia del volontariato in Bielorussia.

Pertanto, adesso più che mai che i numeri dei soggiorni terapeutici stanno calando, vi invito nuovamente e calorosamente a invitare bambini provenienti dalla zone contaminate, non importa se residenti in struttura o in famiglia, ma residenti in quelle zone, che sono gli unici ad aver veramente ancora bisogno di "ripulirsi" e sono gli unici le cui famiglie sanno di che cosa si parla quando si dice "disastro nucleare di Chernobyl". So benissimo che è meno complicato ospitare bambini di città, più facile tenere i contati con loro durante l'anno, ma NON DOBBIAMO ABBANDONARE I BAMBINI DELLE ZONE CONTAMINATE hanno più bisogno di noi rispetto a tutti gli altri, pensateci quando fate gli inviti.

Grazie, Arena Ricchi.